Eventi e Novità

PRESENTAZIONE UFFICIALE IN ANTEPRIMA ITALIANA DELL'INDIVIDUAL GOAL 2010

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OPEN DAY

SABATO 20 FEBBRAIO 2010

PRESENTAZIONE UFFICIALE - NOVITA' ASSOLUTA IN ITALIA

"TRAINING NEW GENERATION BY IFC"

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Fonte: http://www.digi.to.it/ 25/3/2009

DRITTE E CONSIGLI PER ASPIRANTI ALLENATORI

L’Italia è una nazione di allenatori o presunti tali. Chi non ha mai detto o pensato “dovrebbe giocare Tizio, andrebbe sostituito Caio, bisognerebbe convocare Sempronio”? Per alcuni però allenare è una passione diventata col tempo professione. Martedì 24 marzo si è parlato di questo all’aperitivo informativo al Centro InformaGiovani. Ospiti dell’incontro Andrea Chiarotti, giocatore di hockey su ghiaccio da giovane, ora tecnico e capitano della nazionale di sledge hockey di Torino 2006 e Teodoro Coppola, tecnico di calcio cresciuto nelle giovanili del Torino e attualmente istruttore degli esordienti ’97 granata. Ecco alcuni consigli, informazioni e curiosità per tutti coloro che vorrebbero intraprendere questa carriera.

LE DOTI DI UN ALLENATORE Per Andrea è fondamentale sapersi relazionare con gli altri senza mancar di rispetto: un buon allenatore deve saper lavorare su sé stesso per adattare la propria persona a seconda di chi si allena. Chiarotti preferisce la fascia d’età dei ragazzi di 11-12 anni perché può ancora giocare con loro divertendosi e inserendo pian piano regole e schemi, senza però avere la pressione della competizione e della vittoria, così come invece accade con ragazzi più grandi. Anche Teodoro Coppola la pensa così, ma tiene a sottolineare la differenza tra le figure di istruttore (quale lui si sente) ed allenatore: il primo si relaziona con bambini fino ai 12 anni e il suo obiettivo è trasmettere una cultura sportiva riuscendo soprattutto a farli divertire e crescere, il secondo invece deve saper gestire un gruppo ed ha l’obbligo di vincere.

MOTIVARE UN GRUPPO E GESTIRE I CONFLITTI Come è ovvio che sia, tutti vogliono giocare e diventare da grandi calciatori o hockeisti famosi. La realtà però è fatta anche di panchine, sostituzioni o tribune che finiscono col creare malumori nello spogliatoio, delusione tra i ragazzi e incomprensioni con i genitori. Come venirne fuori? Per Coppola alla base di tutto c’è il dialogo tra tecnico e giocatore. È fondamentale esser schietti e diretti: anche il bimbo che non gioca il primo tempo sa di esser meno bravo di un altro ma è importante fargli capire che in una squadra c’è bisogno di tutti anche se in momenti differenti. Chiarotti è sulla stessa lunghezza d’onda: il gruppo va motivato, nessun giocatore deve sentirsi trascurato. È poi importante non fare favoritismi: tutti (allenatore compreso) devono rispettare le regole, indifferentemente dalla bravura. I rapporti con i genitori sono però i più difficili da gestire, visto che per ogni genitore il figlio è un campione. Così, se gioca poco o nulla è perché il mister è un incompetente e allora iniziano le discussioni. Su questo i due tecnici concordano: spesso i genitori, con le loro eccessive aspettative nei confronti dei figli, il tifo esagerato e le infinite richieste, creano un clima non sereno, alimentando tensioni anziché limitandole.

DIVENTARE ALLENATORE: TAPPE, TEMPI E COSTI Per poter diventare allenatori di una squadra di hockey è necessario seguire i corsi della Federazione Italiana di Hockey e Pattinaggio (FIHP) che sono strutturati su quattro livelli, ciascuno dei quali permette di allenare una categoria sempre più alta. Fondamentale per poter allenare è conseguire il Titolo di Maestro di Pattinaggio dopo aver seguito un apposito corso da 80 ore. L’iscrizione ad un corso costa attorno ai 60-70 € più 150 € da versare per lo stage ed altre spese. Una cifra comunque sostenibile. Per quanto riguarda il mondo del calcio invece, il discorso è un po’ più complicato. I corsi della Federcalcio infatti sono a numero chiuso e si viene ammessi grazie ad una graduatoria stilata in base al titolo di studio e all’esperienza maturata come giocatore o allenatore. Bisogna poi avere tra i 25 ed i 55 anni e abbastanza soldi nel salvadanaio: il corso di base UEFA (che permette di essere al massimo allenatore in seconda in C1 e C2) costa infatti 650 €. I livelli successivi danno il patentino da allenatore professionista di II e I categoria e si svolgono a Coverciano. Oltre ai corsi di aggiornamento, previsti ogni anno, la cosa più importante, come ci rivelano i due tecnici, è fare esperienza sul campo, assistendo agli allenamenti di altri colleghi. Un esempio? Coppola dal 17 al 19 aprile sarà a Madrid per seguire gli allenamenti delle giovanili del Real Madrid. Per saperne di più sui singoli corsi, conoscere numeri ed indirizzi utili di società e federazioni vi segnaliamo la scheda orientatitva dell’InformaGiovani.

BOTTA E RISPOSTA Ecco infine alcune domande a cui i due tecnici hanno risposto. Cosa non deve fare un mister? Teodoro: «Fumare (pubblico spiazzato ed ammutolito, ndr) non usare un linguaggio scorretto e qualsiasi altro atteggiamento sbagliato. L’allenatore è un modello per i ragazzi e bisogna esser perciò responsabili. È importante allenare col sorriso perché loro ti guardano. Se sei nervoso o agitato, meglio telefonare e rimandare l’allenamento per evitare di combinare danni». Che cosa significa per voi allenare? Andrea: «È divertimento, a volte dettato dalle necessità che ti impediscono di giocare, ma comunque divertimento. La voglia te la danno soprattutto i più piccoli perché sono quelli che ti trasmettono più emozioni». Teodoro: «È desiderio di dare e di trasmettere, a maggior ragione se per qualche motivo hai dovuto smettere di giocare: la voglia devi sentirla dentro di te». Che consiglio dareste ad un neo allenatore? Andrea: «Avere passione, umiltà, saper ascoltare senza presunzioni. Sacchi diceva che sapeva di non sapere». Teodoro: «Bisogna fare tanta gavetta, affiancando persone più esperte e facendosi consigliare».Image

MARTEDI' 17 NOVEMBRE 2009 ore 20,15

PRESENTAZIONE

TORO CLUB PATRIZIO SALA CASTIGLIONE T.SE

Presso RISTORANTE APRA' - Via Mario Caudana, 128
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Giornata Nazionale dello Sport

Individual Football Coaching - SPORT DAY 2009 TORINO

Una domenica di festa con tutto il sitema sportivo tra sport, musica, cultura e cinema. E’ su queste basi che il Coni Comitato Regionale Piemonte e il Coni Provinciale di Torino, in collaborazione con Regione Piemonte, Città di Torino e Provincia di Torino, organizzerà il prossimo 31 maggio la Giornata Nazionale dello Sport. La manifestazione si svolgerà tra il Villaggio Olimpico e l’8Gallery.......e naturalmente l'IFC sarà presente con il proprio Team nel dare la possibilità a chi lo vorrà di esibirsi in prove di palleggio, tiri in porta o sfide di uno contro uno.

 

 

EVENTO INDIVIDUAL FOOTBALL COACHING OPEN DAY a RONCO SCRIVIA (GE)

l'Individual Football Coaching, in collaborazione tecnica con A.S.D.RONCHESE 1916, è lieta di invitarvi alla giornata di sport con evento dimostrativo del metodo d'insegnamento tecnico 4 IFC il giorno SABATO 18 APRILE 2009 dalle ore 17.00 presso CENTRO SPORTIVO COMUNALE "Fausto Maluberti" in Via della zona sportiva a Ronco Scrivia (GE)

 

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L'autore Antonio Cracas presenta il libro dedicato a

PATRIZIO SALA

" Mi era rimasto un calzettone"

Elena Morea EDITORE di T.R.A. srl

GIOVEDI' 18 DICEMBRE 2008

dalle ore 17.00 alle ore 19.00

TEATRO 7 Corso Regio Parco, n° 146 TORINO

INGRESSO LIBERO

Parteciperanno al grande evento i Campioni d'Italia 1975/1976 del TORINO CALCIO

Patrizio Sala in queste pagine, amichevolmente raccolte da Antonio Cracas, si racconta più come uomo che come calciatore presentando l'immagine di un uomo leale per il quale lo sport, e il lungo periodo trascorso come giocatore del Torino, ha rappresentato un momento importante della sua vita.

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